Un gruppo di Autoconsumo Collettivo è un modello innovativo di produzione e consumo di energia rinnovabile con fotovoltaico, all'interno dello stesso edificio. Incentivi GSE per 20 anni e risparmio reale in bolletta.
Con Autoconsumo Collettivo (o Gruppo di autoconsumatori che agiscono collettivamente) si fa riferimento alla produzione e al consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili, all'interno dello stesso edificio. Membri del gruppo di autoconsumo possono essere consumatori o produttori e consumatori (Prosumer) oppure produttori terzi.
Impianti fotovoltaici installati nel medesimo edificio forniscono energia che può essere condivisa da tutti coloro che vi si trovano; l'energia condivisa verrà incentivata dal GSE e l'energia venduta in rete sarà remunerata al prezzo di mercato. I benefici del Gruppo di autoconsumo saranno ripartiti sulla base di un regolamento, considerando i diversi ruoli nello scambio di energia.
Un gruppo di Autoconsumo Collettivo di energia rinnovabile deve essere composto da almeno due autoconsumatori che si trovano nello stesso edificio (es. condominio) e che intendono produrre energia elettrica rinnovabile per il proprio fabbisogno. Un gruppo di autoconsumo collettivo può essere quindi composto da:
I soggetti partecipanti mantengono i loro diritti di cliente finale, compreso quello di scegliere il proprio venditore e possono recedere in ogni momento dalla configurazione.
Il Decreto Milleproroghe e la delibera ARERA n. 318/2020/R/eel del 4 agosto 2020, seguiti dal Decreto MISE del 15 settembre 2020, hanno individuato le modalità di creazione e incentivazione dei gruppi di autoconsumo collettivo.
I soggetti partecipanti condividono l'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici installati sull'edificio, utilizzando la rete elettrica di distribuzione esistente. Ogni utente dispone di un proprio contatore, necessario per calcolare l'energia consumata, oltre ad un ulteriore contatore per calcolare l'energia immessa in rete.
L'energia prodotta che non viene auto-consumata in loco verrà immessa nella rete pubblica prima di essere prelevata dagli utenti. L'impianto di produzione può anche essere di proprietà e/o gestito da un soggetto terzo, purché esso attui le istruzioni dell'autoconsumatore di energia rinnovabile.
Per avviare un gruppo di Autoconsumo Collettivo è importante partire con un'idea precisa di progetto, individuando un primo gruppo di soggetti interessati all'attuazione. L'Autoconsumo Collettivo può riguardare sia impianti di tipo condominiale (che alimentano le parti comuni) che impianti di tipo privato (tra almeno due soggetti che abitano nello stesso edificio).
Per la costituzione del gruppo di Autoconsumo Collettivo di tipo condominiale il verbale dell'assemblea funge da atto costitutivo, mentre un apposito regolamento stabilisce le quote di riparto e chi sia il responsabile della redistribuzione degli incentivi. Non è obbligatorio che tutti partecipino: chi non lo desidera viene escluso dalla condivisione dei benefici.
L'Autoconsumo Collettivo si attua all'interno di uno stesso edificio dotato di impianti fotovoltaici da fonte rinnovabile: l'energia prodotta viene quindi condivisa solo nel luogo specifico dove viene generata. Il condominio è un tipico esempio di attuazione dell'Autoconsumo Collettivo.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili, invece, riuniscono più soggetti che producono e consumano energia grazie a impianti siti all'interno dell'area di riferimento della medesima cabina primaria, ma che non sono per forza installati nello stesso edificio: si tratta quindi di Autoconsumo Virtuale.
Gli impianti del gruppo di Autoconsumo Collettivo consentono la produzione autonoma e locale (quindi a km 0) di energia da fonti rinnovabili. Riducono l'emissione di CO2 ed evitano sprechi di energia, dovuti alle perdite della distribuzione.
Ogni membro del gruppo continua a pagare la bolletta al proprio fornitore di energia elettrica, ma riceve periodicamente incentivi statali dal GSE, ammortizzando rapidamente i costi sostenuti per l'impianto fotovoltaico. I contributi economici hanno la durata di 20 anni e vengono ripartiti fra i vari membri (consumatori, prosumer e produttori terzi).
Ad esempio, con la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 45 kW puoi recuperare il tuo investimento in soli 8 anni grazie alla tariffa premio del GSE e ai risparmi che otterrai in bolletta. A partire dal 9° anno e fino a 20 anni avrai solo guadagni, che potrai riutilizzare per la manutenzione e gestione dell'impianto e per ottenere ulteriori vantaggi per la componente energia.
*Guadagno generato dal valore dell'energia prodotta dall'impianto e dai premi del GSE per l'energia condivisa.